Burabacio
Artisti della semplicità,  Libri

Intervista a Burabacio: una grande artista della semplicità e della leggerezza

[Attenzione: questo articolo compare oggi sia nella sezione “artisti della semplicità” che nella sezione “libri” perché Burabacio è diventata una casa editrice a tutti gli effetti. ]

Gli artisti della semplicità e della leggerezza spesso si incontrano per caso, inciampando sulle loro meravigliose creazioni durante il nostro cammino. Questo è quello che è successo con Burabacio, una grande artista, le cui creazioni mi hanno folgorato in un solo istante.

Mi sono imbattuta in lei per una mera casualità, semplicemente perché ero alla ricerca di qualche regalino di Natale che non fosse banale, globalizzato, che fosse capace di uscire dalla massa, di risplendere di luce propria. Mi sono messa a navigare tra gli shop di Etsy alla ricerca di un’ispirazione, di idee, di qualcosa di particolare. Ed ecco che i libri e i quaderni di Burabacio si sono parati davanti ai miei occhi.

Ho acquistato “Almanacco delle prime volte” per una cognata in dolce attesa, l’activity book “Esercizi di meraviglia” per mio fratello e sua moglie e il libricino “Burabacio amoroso” con aforismi sull’amore per mia mamma. Credo che i regali siano stati graditi. Quel che è certo è che quando ho avuto queste piccole e delicate creazioni tra le mie mani, per me è stata una folgorazione. Così belle, curate in ogni più piccolo dettaglio, semplici ma allo stesso tempo originali, capaci di far aprire gli occhi sul mondo eliminando quella benda che purtroppo tutti siamo soliti indossare e andando alla ricerca del bello che c’è nelle piccole cose quotidiane, del bello che c’è attorno a noi.

Ho contattato Burabacio e le ho fatto una piccola intervista. Ecco di seguito il nostro breve, ma intenso, botta e risposta! Buona lettura.

Shave Ice parla di semplicità, leggerezza, di riscoprire la bellezza delle piccole cose e dei gesti quotidiani. Per te che cos’è la semplicità? Ti sembra giusto che Shave Ice ti inserisca proprio tra gli “artisti della semplicità”?

Sì, credo proprio che Shave Ice non sbagli a inserirmi tra gli artisti della semplicità. Ho sempre amato la semplicità, credo che lì si nasconda l’essenza delle cose che a volte è così facile da nascondere in forme ampollose. Non è “semplice” fare cose semplici, come un buon piatto di pasta al pomodoro è un piatto semplice ma tutt’altro che facile da fare. Nella lettera sull’entusiasmo di Shaftesbury si parla proprio di questo: “la gravità è fatta della stessa essenza dell’impostura”.

La solennità, i riti, la serietà a volte servono a nascondere la pochezza dei contenuti, a questo si deve opporre l’allegria che riuscirà a smascherare quel che non ha sostanza. Invece le idee e le cose di “sostanza” non vengono spazzate via da nulla, nemmeno dal ridicolo e dall’allegria.

Shave Ice ama le tue creazioni perché consentono di tornare un po’ bambini, di meravigliarsi di nuovo, di guardare al mondo con ingenuità e leggerezza. E tu, ti senti ancora un po’ bambina?

Sì, ho un animo bambino che ama fermarsi a osservare le cose, mi piace coltivarlo e conservarlo disegnando, osservando il mondo, gustandomi le piccole cose semplici, come dicevamo prima. Credo che sia una caratteristica che ho ripreso da mio papà che, nonostante abbia superato i 70 anni, conserva un animo bambino.

Le tue creazioni hanno qualcosa di filosofico al loro interno, come se riuscissero a farci porre le giuste domande. E porsi le giuste domande è il primo passo verso la comprensione di noi stessi, del mondo, degli altri, del nostro rapporto con loro. Che cosa ne pensi?

Fino a 30 anni non avevo capito a cosa servisse la filosofia, io e lei non ci eravamo mai incontrate. Poi un giorno passeggiando per Roma lessi su dei manifesti alcune frasi: “la filosofia serve a pensare” “la filosofia serve per interpretare il mondo”, così mi incuriosii e iniziai a leggere un libro sulla storia della filosofia, poi un altro e un altro ancora. Ho capito che la filosofia parla del mondo, si interroga su quel che è giusto per noi e per la società, come poter vivere felici e così via. Su una domanda ci si può arrovellare per giorni, mesi o persino anni.

Le mie creazioni partono da una grande osservazione di me, del mondo e dentro ci sono un po’ tutte le mie domande. Mi piace domandare alle persone “Dove senti questa emozione? qual è il colore di oggi? Qual è stata la parola di oggi? Cosa ci vedi qui?” e rispondendo a tutte queste domande uno riesce a conoscersi meglio, persino osservando i pezzi di carta scelti per un collage o i colori preferiti si riesce a ottenere delle informazioni su quel che pensiamo e come stiamo.

A volte è più semplice parlare di noi e di come stiamo, come vediamo il mondo e dei nostri rapporti con degli intermediari fatti di carta e colore, non sempre abbiamo una visione chiara della nostra situazione, così possiamo osservare quel che “produciamo”. Noi siamo anche quel che facciamo e quel che facciamo rivela quel che pensiamo.

A quale dei prodotti che realizzi sei più affezionata e perché?

Questa è una domanda difficilissima, sono affezionata a Il Sogno perché è stato il primo quaderno che ho realizzato, quello con cui ho inaugurato il mio e-commerce e ha dato il via all’avventura. A livello emotivo il Quaderno delle Emozioni è stato quello più difficile da realizzare perché ho dovuto per prima analizzarmi, capire cosa provavo e non è stato semplice. Poi ho dovuto trovare il modo di tradurlo in esercizi semplici e leggeri, perché non c’è bisogno di parlare di tristezza in modo pesante, anzi, volevo dire che tutte le emozioni sono normali da provare: anche la rabbia, basta solo non diventarne schiavi. Per far questo dovevo trovare un linguaggio amichevole, gentile, che non intimorisse o angosciasse chi si avvicina a un argomento così complesso.

Ti piacerebbe se qualcuno, anche uno sconosciuto, ti inviasse un quaderno di esercizi della meraviglia o delle emozioni compilato, così che tu possa scoprire a cosa è possibile dare vita con le tue creazioni? È mai successo?

Mi piacerebbe molto, un intero quaderno non me l’ha mai spedito nessuno ma sarei felice di riceverlo. Spesso mi chiedo come diventano i quaderni che escono dalla burabottega, se hanno accompagnato bambini e grandi per molto tempo, cosa ci hanno “visto”. Ogni tanto ricevo delle fotografie di bambini al lavoro sui quaderni, ricevo meno foto dei diari di una pancia o degli almanacchi delle prime volte che sono personali e raramente le persone amano diffonderli.

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