Società e attualità

Femminista o tipica donna degli anni ‘50? Vivere in bilico tra gli opposti

Mi sembra quasi di vivere in bilico tra due personalità, una femminista attivista e una classica casalinga degli anni ‘50. Due aspetti diametralmente opposti dell’essere donna.

Da un lato infatti voglio che le donne possano fare carriera nonostante la maternità e pretendo che i loro stipendi siano equiparabili a quelli dell’universo maschile. Voglio che una donna come me, una libera professionista, possa fare carriera senza alcun tipo di ostacolo e diventare un nome importante nel suo settore. Voglio portare a casa ogni mese un bel po’ di soldi, magari anche più di quelli che entrano grazie al lavoro di mio marito.

Voglio che una donna non debba provare vergogna durante le mestruazioni, né nascondersi se soffre di endometriosi. Voglio che le donne non si sentano costrette a restare al fianco di mariti violenti e che non portano loro alcun tipo di rispetto. Voglio che una donna possa decidere di stare da sola e di non avere figli, senza che venga bollata come strana, innaturale, incapace di amare. E pretendo che nessuno tocchi la legge sull’aborto.

Però voglio fare io la lavatrice e passare l’aspirapolvere, rassettare, pulire il bagno, preparare i vestiti per la bambina e farle le trecce. Anche se mi irrita che mio marito lasci sempre i calzini sporchi per terra, li raccolgo senza fare storie e continuerò a farlo finché ne avrò la possibilità. Non voglio un aiuto per mettere a posto la spesa, perché so io qual è il posto migliore per ogni prodotto che ho acquistato.

Rifaccio il letto senza chiedere mai un aiuto, apro le finestre in camera, metto fuori i peluche della bambina affinché la polvere che si deposita su di loro diventi un ricordo sbiadito, metto in ordine i suoi giocattoli e piego i vestiti che mio marito lascia stropicciati sulla sedia, sempre, ogni giorno, e non mi sono mai lamentata. C’è chi vuole vedere in tutto questo una sorta di imposizione che arriva dall’esterno. E invece non è così. Sono io a volere tutto questo. Io voglio essere anche questo.

Sì, vivo in bilico tra due aspetti diametralmente opposti dell’essere donna. Se li prendo singolarmente, non posso che trovarli entrambi odiosi, irritanti, esagerati. Come se si trattasse di due forme di estremismo a cui nessuna donna dovrebbe assoggettarsi. Ma insieme questi due aspetti funzionano alla grande, e creano dentro di me un immenso potere. Mi sento quasi una super eroina con il mantello sempre addosso, che niente potrà mai fermare. Ci può davvero essere qualcosa di meglio di sentirsi così forti e capaci di affrontare qualsiasi sfida la vita voglia riservarmi? No, non credo, perché la forza che ognuno ha dentro di sé è il bene più prezioso che possiediamo.

Lo ammetto, spesso queste due personalità litigano tra loro, si trovano a vivere condizioni di conflitto e può capitare che una delle due prenda il sopravvento, ma questo caos dura solo qualche istante. Subito fanno pace. Subito trovano un punto di incontro, un compromesso. E tornano a convivere dentro di me con pacatezza e collaborazione. Ed io in questo mio tentare di stare in bilico tra gli opposti mi sento appagata, felice.

Un commento

  • Giordana

    Le tue considerazioni sono giuste. Viviamo in questa contraddizione perenne tra affermare il nostro posto nel mondo lavorativamente parlando e il conservare il nostro ruolo di regina del circolare all’interno della famiglia

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