Paura delle mamme
Mamma e famiglia

La paura della morte non esiste: riflessioni di una mamma

Fino a qualche anno fa credevo di avere paura della morte, ma oggi mi rendo conto che non è così. La paura della morte non esiste. Almeno non per me. Ciò di cui ho davvero paura, è di lasciare mia figlia da sola in questo mondo strano ed ipocrita in cui io ho deciso di farla nascere. Certo, avrebbe suo padre con lei, ma l’amore di una mamma non può essere colmato da nulla, soprattutto quando si hanno appena 4 anni e la mamma è il centro della propria stessa vita.

Sì, la paura della morte non esiste. O forse sarebbe più corretto dire che la paura della morte esiste solo prima di diventare mamma. Forse dopo, una donna ha solo paura per i propri figli. È davvero possibile che sia così? È davvero possibile che la propria stessa esistenza venga messa in secondo piano da creature tanto piccole? La maternità è quindi una forma di alienazione dalla vita stessa? Sì, credo proprio che sia così. Difficile questa consapevolezza, ma penso che la natura ci abbia creato proprio in questo strambo modo. Perché quando una donna diventa mamma, lascia che il proprio essere venga sconvolto, rivoluzionato, e non esiste più nulla che abbia veramente senso al cospetto della sua creatura. Perché quando una donna diventa mamma, è come se chiudesse un ciclo, aprendo una nuova esistenza, del tutto diversa da quella precedente.

So che molte persone troveranno queste parole assurde. So che le neo femministe si staranno mordendo le mani e staranno cercando le parole più educate per non mandarmi a quel paese all’istante. Ma ci risentiamo al primo esame medico importante che dovete sostenere o alle prime risposte di un esame istologico che dovete attendere. Sono convinta che quando arriverà quel momento, se siete genitori, non potete che pensarla esattamente allo stesso modo. Credo anche che il discorso cambi notevolmente quando i figli sono ormai grandi, intorno ai 20 anni magari. Una mamma a quel punto forse sente che suo figlio è abbastanza grande da capire e allora forse torna a pensare anche a se stessa. La paura della morte potrebbe quindi essere di nuovo presente, ma non posso esserne certa, si tratta solo di una mera congettura.

Sono questi i pensieri che mi hanno tenuta sveglia questa notte per circa un’ora. Ma lei era lì accanto a me, nel mio letto, con i riccioli bruciati da sole appoggiati sul mio cuscino e con le sue piccole mani calde sulle mie guance. Mi sono accoccolata ancora di più, mi sono fatta piccola piccola per riuscire ad avvicinarmi al suo collo. Ho respirato l’odore della sua pelle e l’ho baciata a lungo, sino a quando mi sono addormentata tranquilla e con il cuore in pace, sapendo che lei è consapevole del mio immenso amore e che sul suo corpo resteranno per sempre i segni di ogni bacio e carezza che le ho regalato in questi anni.

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