La casetta di Tina e Tino di Chris Judge Copertina
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La casetta di Tina e Tino di Chris Judge

Qualche giorno fa è arrivato un nuovo pacco Feltrinelli. Al suo interno un meraviglioso libro per bambini, di quelli di grandi dimensioni, con la copertina rigida dietro a cui i bimbi possono nascondersi, immergendo il loro naso tra le illustrazioni coloratissime e allegre, come se quel libro fosse un luogo in cui perdersi per poter così andare alla scoperta di qualcosa di nuovo. “La casetta di Tina e Tino” di Chris Judge (Gribaudo – IF – Idee Editoriali Feltrinelli) è una città, Cosalandia, in cui i bambini possono perdersi facendo volare lontano le ali della loro fantasia, entrando dentro casette costruite in mele, pere e noccioline, dentro alla biblioteca che altro non è se non una pila di libri, dentro all’hotel cittadino, una grande teiera blu con decorazioni floreali. Passeggiando tra le strade di Cosalandia i bambini scoprono la gentilezza.

La casetta di Tina e Tino di Chris Judge

Gentilezza, questa sconosciuta. Sarebbe bello se i nostri bimbi capissero di cosa si tratta sin dalla loro più tenera età. Quella gentilezza che invece purtroppo sembra mancare oggi come oggi a moltissime persone, una mancanza che rende il mondo un po’ triste, che rende le persone sole. Scoprendo la gentilezza che c’è in semplici gesti quotidiani, come dare una mano ad un’amica che ha il gesso ad una gamba o andare a leggere un buon libro ad una signora anziana che ha bisogno di un po’ di sana compagnia, i bambini capiscono che basta davvero poco per rendere felici gli altri. E scoprono che prendendosi cura degli altri, si riceve molto in cambio, si riceve affetto, riconoscenza, aiuto reciproco. Prendendosi cura degli altri non ci si sente mai soli.

Ho letto questo libro insieme alla mia bambina di 4 anni e lo ha trovato bellissimo. Si tratta di un libro adatto però anche ai bambini più piccoli. Ma attenzione, non commettete l’errore di chiuderlo non appena avete finito la lettura e passare subito ad un’altra attività. I bambini hanno una mente elastica e un’incredibile immaginazione. Dopo aver chiuso un libro, passare immediatamente quindi ad un’attività del tutto diversa che con quel libro non ha assolutamente niente in comune non ha senso. È un po’ infatti come bloccare quella elasticità, come chiuderla dentro ad una prigione. Una prigionia che non fa di certo bene ai bambini. Ecco perché appena abbiamo chiuso questo libro, io e la mia bambina abbiamo parlato un po’ e giocato di fantasia:

  1. Discutere la morale del libro con i bambini.
    “Amore, hai visto, Tina e Tino sono sempre così buoni con i loro amici, li aiutano sempre tantissimo, così alla fine quando hanno avuto bisogno di qualcosa i loro amici hanno deciso di aiutarli senza neanche pensarci su. Tu oggi a scuola hai aiutato qualche tuo amico?”
    “Sì, mamma. Ho aiutato Caterina, perché quando Francesco la abbraccia un po’ troppo forte a lei fa male. Allora li ho divisi e ho detto a Francesco che non era il momento di abbracciare, ma di giocare”
    “Caterina ti ha detto qualcosa?”
    “Ha sorriso”
    “E poi?”
    “Poi ho aiutato Samuele a mettere a posto i giocattoli”
    “E loro ti hanno mai aiutato?”
    “Sì, Caterina mi aiuta sempre quando giochiamo e Samuele mi aiuta quando non riesco a staccare le costruzioni”
    “Quindi?”
    “Quindi se uno è buono, poi anche gli altri sono buoni con lui”
    Più o meno sono state queste le parole che abbiamo condiviso. So che può sembrare una discussione banale, ma posso assicurarvi che invece aver collegato il libro ad eventi realmente accaduti quella mattina stessa è stato un modo per fissare quella morale, per far sì che resti nella mente della bambina senza fuggire via come invece spesso accade se si prendono i racconti con estrema leggerezza e superficialità.
  2. Giocare con la fantasia.
    “Hai visto, le case di Cosalandia? Tina abita in una mela, ma ci sono anche una pera e un’arancia, un cappello, una teiera, un lapis, una bottiglia, dei libri. Prova ad immaginare di essere piccolissima e di poter entrare dentro a qualsiasi oggetto. Quale casa vorresti? Dove potremmo andare ad abitare?”. Per almeno una ventina di minuti abbiamo fatto un elenco di ogni possibile oggetto in cui potremmo abitare se fossimo alte poche centimetri appena, un oggetto per uno, una lista condivisa di possibilità. Abbiamo dato vita ad un elenco di possibili case davvero lunghissimo, ma credo che tra le opzioni in assoluto più belle che sono venute in mente a mia figlia sia doveroso ricordare la valigia, un salvadanaio a forma di unicorno e un pezzo di cioccolato o di formaggio, così possiamo anche mangiarci la casa dove abitiamo.

La casetta di Tina e Tino di Chris Judge

Vi ricordo che “La casetta di Tina e Tino” può essere acquistata anche direttamente su Amazon, dove trovate sia la versione con copertina rigida che quella con copertina flessibile. Se cliccate qui potete acquistare subito una copia con copertina flessibile, che costa un po’ meno rispetto a quella che ho ricevuto io.

Un commento

  • Maria Domenica Depalo

    In un mondo in cui la parola gentilezza è sempre più rara, è bello donare la possibilità di conoscere questo termine mediante un libro tenero e delicato.
    Concordo con te sul fatto di ‘discutere’ del libro con i piccoli lettori. È un modo per imparare a confrontarsi con gli altri e di immagazzinare i messaggi più importanti.
    Maria Domenica

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