Karate per i bambini piccoli
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Gioco karate: perché scegliere il karate per i bambini piccoli

Mia figlia ha 4 anni. Pratica karate ormai da circa un anno e mezzo. In realtà per il momento non pratica karate, ma gioco karate. È ancora piccola per un’arte marziale vera e propria e ha bisogno di essere guidata alla scoperta del suo corpo, dello spazio, delle regole per la condivisione della palestra e dell’attività sportiva con gli altri bambini, del rispetto.

Gioco karate, di cosa si tratta

Fino più o meno ai 6 anni i bambini possono praticare gioco karate, una ginnastica propedeutica al karate che offre la possibilità di scoprire gli schemi motori di base, di prendere dimestichezza con il corpo e con lo spazio, di comprendere l’utilizzo di alcuni strumenti ginnici.

Dopo un anno e mezzo, posso dire che il gioco karate è servito molto a mia figlia per scoprire l’importanza del suo corpo e del movimento. Non sono felice che faccia gioco karate però solo per questo motivo. Adoro l’atmosfera che mia figlia può respirare in palestra. Non c’è alcun eccesso di competitività, nè puzza sotto al naso, non c’è vanità. I bambini respirano un’atmosfera genuina, fatta di concentrazione, determinazione, fratellanza, condivisione.

Cosa possono imparare i bambini

Il karate per i bambini piccoli aiuta i bimbi anche a comprendere che in ogni comunità e società vigono delle regole ben precise che devono necessariamente essere seguite. Chi segue quelle regole, riesce a convivere al meglio con gli altri e trarne beneficio.

Il gioco karate aiuta i bambini a condividere le proprie esperienze con gli altri, ad aiutarsi l’un l’altro, a socializzare. Fa scoprire cosa significhi essere e fare gruppo, dando valore ai rapporti con gli altri. Il gioco karate aiuta i bambini anche a diventare sempre più indipendenti. Noi genitori siamo infatti messi al bando dalla palestra, non possiamo restare a vedere gli allenamenti.

Gli allenatori fanno la differenza

Il karate per bambini permette di ottenere tutto questo, è vero, ma affinché sia davvero possibile gli allenatori fanno la differenza. Io sapevo già chi avrebbe allenato mia figlia ed ero sicura che sarebbe stata in ottime mani. Non potevo averne la certezza matematica però.

Adesso invece ho la certezza assoluta che l’allenatrice di mia figlia sia eccellente, capace di essere una figura dolce e autorevole al contempo, capace di aiutare i bambini a crescere, a staccarsi dal cordone ombelicale che li lega a noi genitori, a scoprire e scoprirsi. Dopotutto se mia figlia nomina la sua allenatrice in continuazione, le prepara sempre nuovi disegni e aspetta con ansia di tornare da lei in palestra, un motivo ci dovrà pur essere!

Dal gioco karate al karate vero e proprio: un importante momento di passaggio

Amalia è felice di fare gioco karate, ma adesso alla fine della lezione di tanto in tanto si attarda a sbirciare i più grandi che si allenano. Ha detto che non vede l’ora di andare a fare karate insieme a loro.

Per il momento però è ancora piccola, acerba, e deve imparare anche a superare un eccesso di emotività che adesso la frena intensamente e non le fa godere appieno di alcune esperienze. Inizia però a vedere il passaggio al corso dei grandi come ad un obiettivo, e alla fine anche avere degli obiettivi da raggiungere con tenacia e determinazione non può che farle un gran bene.

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