Amélie Nothomb I nomi epiceni Voland
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I nomi epiceni di Amélie Nothomb

Cos’è l’amore? Dare una definizione di quello che è senza alcun dubbio il sentimento più importante della vita, è complicato. Anzi, potremmo dire impossibile. Lo è anche per chi l’amore, quello vero, con la A maiuscola, lo vive quotidianamente. Sì, perché l’amore resta comunque inafferrabile, qualcosa di magico che va ben al di là della nostra comprensione. L’amore è inafferrabile perché cambia forma di continuo, si evolve, si trasforma. Mai pienamente identificabile, intensamente etereo, intangibile, è qualcosa che non può che sfuggire al nostro desiderio di voler ad ogni costo categorizzare tutto ciò che incontriamo sul nostro cammino. C’è qualcosa che di sicuro però l’amore vero non è. Non è, e non potrà mai essere violenza, prevaricazione, ossessione.

L’amore come ossessione è ciò che riesce a spiegare in modo come sempre impeccabile Amélie Nothomb ne “I nomi epiceni”, romanzo edito dalla casa editrice Voland per la collana Amazzoni. Claude è un uomo follemente innamorato. La sua bella Reine ad un tratto, senza alcun preavviso, lo informa che sta per trasferirsi a Parigi in vista delle nozze con un altro uomo. Se l’amore potesse scomparire all’istante, Claude avrebbe avuto la possibilità di provare solo una leggera delusione e sarebbe andato avanti con la sua vita. Ma l’amore non scompare, non può farlo, non è nella sua natura. E nel cuore di Claude, affranto da questa perdita improvvisa, l’amore si trasforma in ossessione, l’ossessione di poter un giorno riuscire a riprendere Reine con sé, l’ossessione di vendicarsi.

In realtà tra le pagine di questo romanzo altri tipi di amore si disvelano. Claude utilizza come strumento di vendetta Dominique, una donna che corteggia e sposa solo per riuscire a mettere in atto il suo diabolico piano. E così scopriamo l’amore per convenienza, quello che Claude finge di provare per Dominique. Ma scopriamo anche l’amore cieco di Dominique per Claude, che va avanti nonostante la menzogna, il tradimento, la manipolazione, nonostante le infligga solitudine e sofferenza. E poi c’è l’amore tra Dominique e sua figlia Epicene, quello controverso e ricco di disprezzo tra Claude ed Epicene, senza dimenticare l’amicizia tra Dominique e Reine.

Sono molti i tipi di amore che è possibile scoprire e sviscerare in poco più di 100 pagine. Come sempre, Amélie Nothomb riesce in quello che molti altri scrittori non sanno fare: nel ridurre la complessità della vita all’essenziale, nel farci comprendere un argomento nella sua interezza mostrandoci ogni prospettiva da cui potrebbe essere guardato, e tutto questo con poche, pochissime parole.

E proprio perché condensa così tante tipologie di amore in poche pagine, questo non può certo essere considerato un romanzo semplice da digerire. Nonostante in apparenza sembri leggero, è un romanzo indigesto perché colpisce nel profondo, un colpo che è come una rivelazione, luminoso, chiarificante.

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